La direzione è sbagliata…meno infrastrutture e piu’ servizi. Il piano 4×4

8 giugno 2012  L’editoriale pubblicato sul corriere della sera a firma del duo Alberto Alesina e Francesco Giavazzi  ha un titolo chiaro  «La direzione è sbagliata»,  che condivido e spiego il perchè.

Per allinearci sul tema, il punto che il duo rivolge al governo è:

«…..la riguadagnata reputazione internazionale non sopravvivrebbe alla percezione che lo sforzo riformatore del suo governo rischi il fallimento. Già molti osservatori sono rimasti perplessi per i passi indietro compiuti sulle liberalizzazioni e sulla riforma del mercato del lavoro. Ora si chiedono in che direzione si muoverà il governo Monti. A noi pare si vada in quella sbagliata.

Il provvedimento più importante che il governo si appresta a varare riguarda le infrastrutture fisiche. Lo abbiamo detto più volte, ma è bene ripeterlo: non è questa la priorità dell’Italia. …A un Paese post industriale come l’Italia non servono più infrastrutture fisiche. Servono infrastrutture di altro tipo: una giustizia veloce, certezza del diritto, regolamenti snelli, un’amministrazione pubblica che faccia il suo dovere e non imponga costi enormi a cittadini e imprese, un’università che produca buon capitale umano e buona ricerca, e una lotta efficace alla criminalità organizzata…”

Se ora estremizziamo il concetto e lo riportassimo al tema della NGN, la rete in fibra ottica su cui negli ultimi tempi è nato un acceso confronto tra  Telecom e Metroweb, emergerebbe un tema chiaro:  un’infrastruttura fisica in fibra, ad altissima velocità è importante per lo sviluppo del Paese ma la priorità resta lo sviluppo dei servizi per le reti. Si da per scontato che il traffico sulle reti crescerà e quindi non bisognerebbe farsi trovare impreparati quando questa necessità sarà conclamata, anticipando la costruzione delle reti in fibra.  Lapalissiano…. ma… almeno il parallelo, qualcuno dovrebbe occuparsi del fatto “scontato” (lo sviluppo di servizi remunerativi)  e notare che almeno per ora i servizi profittevoli sulle reti languono… La direzione è chiarissima: le transazioni on line (servizi PA, certificati on line)  ed ecommerce sono da 5 a 7 volte inferiori la medie europea, nonostante  siamo almeno allineati agli altri paesi Europei per accesso ad internet (non da fisso ma vero, se si include anche l’accesso da mobile!). Per il resto di servizi in grado di sostenere lo sviluppo delle reti neppure l’ombra (gli OTTs fanno soldi intasano le reti ..ma come noto non pagano il ticket..).   L’idea che la PA possa fare da volano per tale sviluppo dei servizi è una speranza (ma le reti a larga banda le hanno già .. anche se usano poco) il focus e la speranza sono i NATIVI DIGITALI.

Sono piu’ esplicito: è prioritario far crescere il lavoro on line, l’e commerce e le transazioni on line con un piano di sviluppo dedicato ai nativi digitali (Secondo I’Istat, il 76% dei ragazzi di 15-24 anni crea un profilo utente, invia messaggi o altro su Facebook e Twitter) che consegni il futuro nelle mani di questi ragazzi, moltiplicando il volume di business on line per 4 in 4 anni. Come dire piano Piano 4×4!  Incentiviamoli (i nativi) a fare impresa,  acquistare e soprattutto a lavorare sul web, con chiari  e forti vantaggi fiscali sia per le imprese che assumono lavoratori on line o producono servizi on line (servizi a privati o aziende). In questo modo si svilupperebbero concretamente i servizi come gli italiani sanno fare se ben stimolati (vedi Record italiano nel fotovoltaico: altro che “Italian job”!), bypassando l’onere della costruzione di strade e ponti e riempendo di contenuti la “costruenda” rete in fibra che per ora rischierebbe di essere riempita solo di youtube, poker on line e adult content…  e produrre margini sono per gli OTTs…

Inutile aggiungere che le strade, i ponti creereebbero ulteriore indebitamento senza produrre sviluppo concreto nell’economia, se non quello delle solite imprese di  ”Palazzinara” memoria e gli incentivi alle imprese andrebbero utilizzati per una volta diversamente rispetto al finanziamento dei soliti scatoloni di cemento vuoti, fatti solo per raccogliere “INCENTIVI”..

Andrea Conte  ©Riproduzione riservata

 

 

About Andrea Conte

Dirigente con 20 anni d’esperienza a livello EXECUTIVE in grandi Aziende, come Fastweb, Telecom Italia e Finmeccanica, in cui ha ricoperto ruoli nelle strategie, nel marketing, nelle vendite, fino a livello di general management, di amministratore delegato (controllate), direttore di divisione e membro del Comitato Direttivo. Nel 2011 ha fondato ServiceIN, nel 2012 Cloud Care azienda focalizzata nell’offerta di servizi di WEBcare e WEBsales ad Aziende di servizi, con cui ha supportato vari clienti tra cui Fastweb, MC-link, NGI Eolo, ENI, ENEL ed altri ancora in tale ambito. E' fondatore di ComparaSemplice.it sito per la comparazione di tariffe luce gas e assicurazioni