..abbiamo bucato la rivoluzione informatica: come recuperiamo?

In una recente intervista alla Stampa il presidente dell’ISTAT, Giovannini, ha dichiarato che negli ultimi dieci anni anche in termini di produttività, siamo cresciuti molto meno della media europea, l’occupazione invece è cresciuta molto di più e questo è un dato da tenere ben presente perché significa che l’allargamento della torta è più il risultato dei nuovi occupati che di effettivi miglioramenti dell’efficienza».
«Negli anni 2000 - ha messo in evidenza - abbiamo perso un’occasione per cambiare a fondo i nostri processi produttivi: come dice qualcuno abbiamo ‘bucato’ la rivoluzione informatica. Abbiamo insomma sostituito le macchine da riscrivere coi pc, ma poi abbiamo continuato a produrre e lavorare come prima…».  Riprende poi con il tema  dell’evasione e della produttività….«….. Perché è chiaro che se un imprenditore ha i margini per evadere può essere relativamente soddisfatto della sua attività e non cerca margini di miglioramento, galleggia e non cerca una maggiore produttività. Però attenzione che se per magia si potesse far sparire di colpo l’evasione, in un primo momento dovremmo scontare chiusure e forti perdite di posti di lavoro e solo una seconda fase ci sarebbe un recupero per effetto degli spazi di mercati rimasti liberi».

Ho trovato questa analisi molto puntuale e rispondente allo scenario tipico della piccola e media impresa italiana, che laddove non operi in un contesto protetto dalla estrema innovatività e creatività del genio italico (vedi moda, design, macchine industriali molto specifiche, etc) in cui il valore aggiunto, è talmente alto che riesce a coprire anche le inefficienze…  resistono, altrimenti  sono del tutto impreparate a divincolarsi tra la morsa della pressione fiscale e gli alti costi di produzione, tipici dello scorso secolo.

L’analisi del perchè siamo arrivati qui è un passaggio delicato, lo lascio a chi vuole ed ha tempo. Di certo c’è che un intervento di recupero fiscale puro ed aggressivo, anche se atto dovuto e necessario, rischia di sterminare una classe imprenditoriale, senza averne una di ricambio.  L’idea piu’ semplice è di recuperare efficienza nelle piccole e medie imprese attraverso uan serrata agenda digitale, che preveda forti sgravi fiscali per chi investe a buon fine nell’informatizzazione dell’impresa. In sostanza:  incentivare il recupero concreto di produttività sostenuto da investimenti informatici e migrazione verso il web delle imprese stesse.

A fronte di questo ragionamento, apprendo una buona notizia, la bozza di AGENDA DIGITALE tocca proprio i temi di incentivi all’e-commerce…. detto questo, tuttavia, pare che  la montagna (AGENDA DIGITALE),  partorirà un topolino (almeno su questo punto, vedi stralcio dell’ultima bozza di Agenda Digitale di seguito).  La direzione è corretta, la probabilità di successo messa cosi’ è scarsissima (troppi limiti e orizzonte limitato). Occorre una strategia di incentivo all’ecommerce piu’ coraggiosa e duratura nel tempo. Così come è formulata la bozza ora: un anno di incentivo con molte limitazioni,  non sposterà molto gli investimenti. Ripeto, se il merito dell’AGENDA è aver toccato il tema e-commerce, serve un passo in piu’, piu’ coraggio insomma: estensione pluriennale degli incentivi e inclusione anche del mercato italiano e del B2B !  Messa cosi’ sembra proprio: “..ci abbiamo pensato, lo sappiamo che servirebbe …ma ci rischiamo su questo piu’ di tanto in termini di mancato introito fiscale!

Andrea Conte  ©Riproduzione riservata

 

AGENDA DIGITALE (http://www.key4biz.it/files/000204/00020471.pdf)

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ART 34

Detassazione dei ricavi da attività di commercio elettronico internazionale delle medie
imprese
1. A titolo di incentivo, a partire dall’anno fiscale 2013, i ricavi generati dalla cessione di
beni e di servizi in favore di persone fisiche da parte di medie imprese italiane, definite
dalla raccomandazione n. 2003/361/CE della Commissione, del 6 maggio 2003, che
avviano per la prima volta un meccanismo di vendita tramite commercio elettronico,
usufruiscono per il primo anno dell’agevolazione di cui al comma 2 qualora ricorrano le
seguenti condizioni:
a) le operazioni di cessione sono avvenute sui mercati internazionali tramite transazioni di
commercio elettronico;
b) il pagamento relativo alle operazioni di cui alla lettera a) è avvenuto tramite strumenti
di pagamento elettronico che garantiscono la piena tracciabilità delle transazioni.
2. I ricavi di cui al comma 1 non concorrono, nella misura del 30% , limitatamente al
primo anno di attività, ai fini fiscali e della determinazione del reddito imponibile di
impresa.
3. Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, da emanare entro sessanta
giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono definite le misure
necessarie per l’attuazione di quanto disposto dal presente articolo.

 

 

 

 

About Andrea Conte

Dirigente con 20 anni d’esperienza a livello EXECUTIVE in grandi Aziende, come Fastweb, Telecom Italia e Finmeccanica, in cui ha ricoperto ruoli nelle strategie, nel marketing, nelle vendite, fino a livello di general management, di amministratore delegato (controllate), direttore di divisione e membro del Comitato Direttivo. Nel 2011 ha fondato ServiceIN, nel 2012 Cloud Care azienda focalizzata nell’offerta di servizi di WEBcare e WEBsales ad Aziende di servizi, con cui ha supportato vari clienti tra cui Fastweb, MC-link, NGI Eolo, ENI, ENEL ed altri ancora in tale ambito. E' fondatore di ComparaSemplice.it sito per la comparazione di tariffe luce gas e assicurazioni